Storia della fotografia


    Modulo 1 Storia sociale della fotografia (14 ore)

    prof. Sergio Cortesini, Università di Pisa, vedi curriculum su Unimap.

    Modulo 2 Storia delle tecniche fotografiche antiche (9 ore)

    dott.ssa Eugenia di Rocco                                                                                                            

    Laureata in tecnologia per la conservazione e il restauro, ha approfondito i suoi studi presso la Fondazione Fratelli Alinari e la Fondazione Zeri, specializzandosi in  restauro di opere su carta, fotografia, fotografia antica e fotografie d’epoca. Ha collaborato con numerose istituzioni come l’Archivio Contemporaneo del Gabinetto G. P. Vieussex a Firenze, il Museo delle Culture a Lugano e il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia a Spilimbergo.

    Modulo 3 Tecnica della fotografia analogica (7 ore)

    dott. Rodolfo Pessina 

    Fotografo professionista di ampia esperienza, ha lavorato come freelance per diversi studi fotografici e ha collabrato con numerose case editrici e agenzie di pubblicità e comunicazione. Nell’88 fonda e dirige a Pisa lo Studio Fotografico Diaframma, dal 2002 è tra i fondatori dell’Associazione Culturale Imago, di cui è Presidente; insegna inoltre fotografia attraverso corsi e workshop a vari livelli.

    Programma didattico modulo Storia delle tecniche fotografiche antiche

    Prima lezione introduttiva di riconoscimento delle tecniche fotografiche storiche. A partire dall’osservazione di campioni e pezzi originali verranno descritti nel dettaglio e contestualizzati storicamente i prinipali processi che hanno segnato la storia della fotografia. La lezione frontale è accompagnata da un’attività laboratoriale di analisi visuale di oggetti fotografici fisici, che potranno essere maneggiati e messi a confronto.

    Nella seconda parte ci sarà una dimostrazione pratica di ripresa fotografica al collodio umido. Un set appositamente allestito con un banco ottico e una camera oscura permetteranno di rivivere i gesti e le azioni di questa tecnica fotografica, nei suoi aspetti di lentezza, perizia manuale e serendipity analogica. Le varie attività di ripresa, sviluppo, fissaggio e finissaggio di ambrotipi e ferrotipi, saranno accompagnate dalla spiegazione costante delle fasi di realizzazione, di una contestualizzazione storica sulla cultura materiale e gli aspetti conservativi, coinvolgendo gli studenti per sottolineare la vitalità e l’attualità di questa splendida tecnica ottocentesca.

    Obiettivi – Fornire agli studenti gli strumenti teorici e pratici necessari per il riconoscimento dei fototipi storici; trasmettere l’importanza degli aspetti tecnici e materici della fotografia per il suo corretto uso come fonte e oggetto di studio.

    Le lezioni si terranno presso la sede di Fotonomia, associazione di cultura fotografica con sede a Firenze, via di Collodi 10/33.

    Programma didattico modulo Tecnica della fotografia analogica 

    Principi generali – cosa succede quando scattiamo una fotografia: luce, obiettivo, pellicola, sviluppo e stampa. Dallo scatto allo sviluppo del negativo: diaframma, otturatore, esposimetro, sviluppo della pellicola, provini a contatto e stampa. Introduzione all’uso dei materiali negativi, supporti e carte, sviluppi, fissaggi e viraggi.

    Dimostrazione pratica – Stampa artigianale con carta fotografica al bromuro d’argento con tecnica di bruciatura e mascheratura.
    Stampa con processo di cianotipia è finalizzato alla conoscenza di una tecnica alternativa di stampa. Attraverso l’uso di negativi di grandi dimensioni o di fiori, foglie, oggetti semi trasparenti, si produrranno immagini blu grazie alla luce di una lampada ultravioletta
    o della luce del sole. Il processo messo a punto da Herschel si basa su alcuni sali di ferro, precisamente il Ferro Ammonio Citrato (verde) ed il Potassio Ferricianuro (prussiano rosso). Questi due sali, una volta mescolati assieme, sono molto sensibili e reagiscono di fronte alla luce ultravioletta. Stampa con processo Van Dyke o stampa bruna, è stato descritto da John Hershel e deriva dai processi di stampa ferro-argento (argentotipi). L’elaborazione del procedimento inizia a partire del 1889 quando viene brevettata la Callitipia, il processo Van Dyke è simile ed è considerato da molti come uno dei metodi di Callitipia. Questa tecnica alternativa analogica prende il nome dal pittore fiammingo barocco Antoon Van Dyck, di cui ricorda i toni color seppia.

     

    Seminario finale degli specializzandi, martedì 26 maggio e mercoledì 27 maggio 2020